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Fonianet - Telecomunicazioni in Sardegna

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sardegna

FONIANET: Intervista su Il Sole 24 Ore all’Ing.Fabio Contu

21 Maggio 2026 by Ing. Fabio Contu

Come nasce dal basso, oggi, un’azienda nel settore IT e TECH?..

Oggi parliamo di Fonianet Telecomunicazioni con l’intervista sulla rivista nazionale IL SOLE 24 ORE al nostro Direttore Tecnico Ing. Fabio Contu pubblicata Sabato 16 Maggio 2026.

FONIANET: INTERVISTA SU IL SOLE 24 ORE ALL’ ING.FABIO CONTU.

Se c’è una cosa che nessuno potrà mai negare sulla nostra azienda Fonianet è che abbiamo sempre lavorato con grande serietà, professionalità e determinazione, senza grandi proclami prendendoci sia le cose belle che le “rotture di scatole” che inevitabilmente ogni lavoro comprende.

Peró, é bello quando a riconoscere il tuo valore e premiare i tuoi sacrifici non sono solo le soddisfazioni sul campo (fondamentali), ma anche un riconoscimento nazionale da parte di una testata giornalistica di primo livello nel settore professionale come IL SOLE 24 ORE.

Prima dell’intervista il giornalista ci evidenziava che di noi li ha colpiti il mix di approccio tecnologico al nostro settore e il modo in cui spieghiamo quotidianamente sui social ciò che facciamo, rendendolo semplice e comprensibile anche a chi non é del settore.

É sempre stato questo il nostro obbiettivo e ci fa piacere che questi sforzi “arrivino” ai lettori.

La nostra è una storia come tante, nata dal basso, dai sogni di 3 amici che sentivano di poter creare qualcosa di importante e provare a fare la differenza con professionalità, attenzione ai dettagli e credendo nell’innovazione tecnologica continua.

La storia nasce nel 2010 in Sardegna, ad Alghero, una tra le città storiche più belle e caratteristiche dell’isola. Alghero si affaccia sul mare ed è stata teatro, nei secoli, di contaminazioni con altri popoli, tra cui gli spagnoli. Al punto che il dialetto parlato nella città è ancora oggi proprio lo spagnolo catalano.

Detto questo, non mi dilungo oltre…e vi lascio a…FONIANET: INTERVISTA SU IL SOLE 24 ORE ALL’ING.FABIO CONTU

Buona lettura dell’articolo che vi allego al post!

Ing.Fabio Contu – Direttore Tecnico Fonianet

Cell.327-7509675

FONIANET: INTERVISTA SU IL SOLE 24 ORE ALL’ING.FABIO CONTU

Filed Under: LA NOSTRA STORIA Tagged With: fonianet, IL SOLE 24 ORE, Ing.Fabio Contu, sardegna, videosorveglianza

TELECAMERE TERMICHE DI RILEVAZIONE INCENDI

20 Febbraio 2026 by Ing. Fabio Contu



Ad Agosto 2025 la nostra Fonianet Telecomunicazioni (tra le prime se non la prima in Sardegna), ha installato e attivato un sistema di rilevazione incendi #HIKVISION. Di tale progetto hanno parlato riportato i quotidiani sardi e il TG della principale emittente televisiva della Sardegna (Videolina).

Tale sistema utilizza telecamere termiche ed è realizzato presso il sito archeologico tutelato dall’UNESCO di Monte Baranta a Olmedo (provincia di Sassari).



Il sistema utilizza una telecamera speed dome bispectrum (ottica standard e termica) di Hikvision.

Sensori termici all’ossido di vanadio e 2 algoritmi di intelligenza artificiale possono individuare una fiamma e una colonna di fumo a 1,5 km di distanza per questo modello. I modelli superiori arrivano addirittura fino a 35 Km.

TELECAMERA BISPECTRUM

Quello degli incendi è un problema molto sentito in Sardegna ogni estate. Basti pensare che, solo alcune estati fa, un grandissimo rogo interessò le zone costiere di Tresnuraghes, Porto Alabe, Magomadas, per centinaia e centinai di ettari. Furono necessari per giorni diversi aerei Canadair, elitanker e decine di squadre a terra, con grossi rischi per le persone. Si aggiungano costi per mezzi dell’ordine di diversi milioni di euro e danni incalcolabili per il territorio. Problemi e spese che si sarebbero potute evitare con dei sistemi di rilevazione incendi con telecamere termiche come quelle da noi installate.


Gli algoritmi AI permettono di minimizzare i falsi allarmi e lanciare comunque un allarme nel caso di fiamma dietro un ostacolo (sassi, ecc.). Questo grazie al rilevamento della colonna di fumo.

Il sistema, poi, tramite ponti radio da noi installati, invia i flussi video e le segnalazioni al software dedicato presso la centrale operativa del municipio. Da lì vengono lanciati degli alert immediati tramite APP e coordinate GPS del punto di intervento agli smartphone delle squadre a terra.

Il sistema da noi progettato e realizzato, dimostra che la tecnologia e la tanto temuta intelligenza artificiale, sono strumenti fondamentali per tutelare la pubblica sicurezza.

Ing.Fabio Contu – Direttore Tecnico Fonianet Telecomunicazioni

Filed Under: VIDEOSORVEGLIANZA, VIDEOSORVEGLIANZA TERMICA Tagged With: fonianet, hikvision, prevenzione incendi, sardegna, telecamere, videosorveglianza

INCENDI NEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI: COME PREVENIRLI CON LE TERMOCAMERE.

20 Luglio 2023 by Ing. Fabio Contu

Un incendio su un impianto fotovoltaico

Incendi negli impianti fotovoltaici: come prevenirli con le termocamere.

Facciamo prima un piccolo riassunto sulle cause principali di incendio sui sistemi fotovoltaici (giusto un breve riepilogo, poi esistono contesti e tecnici specializzati solo sull’argomento a cui vi reinvio).

Perché i pannelli possono prendere fuoco coinvolgendo in tutto o in parte la struttura di sostegno sottostante e propagarsi all’interno del fabbricato?

La presenza di lucernai e traslucidi in vicinanza dei pannelli può essere motivo di propagazione dell’incendio all’interno del fabbricato.

Uno dei problemi più frequenti degli incendi negli impianti fotovoltaici è connesso ai cablaggi: CONNESSIONI LENTE.

La questione dei cablaggi appare spesso sottovalutata e le connessioni lente pare siano una delle cause di incendio più comuni nel caso di incendi di impianti fotovoltaici.

Viste le tensioni non indifferenti in gioco, un primo rischio è quello dell’arco elettrico.

Se durante la fase di sopraluogo post-incendio il ROS riscontra nell’ impianto delle connessioni a vite allentate, queste potrebbero aver generato un arco elettrico (arco voltaico) che potrebbe avrebbe dato origine alle fiamme. E’ appena il caso di evidenziare che, l’arco elettrico generatosi ad impianto in funzione può innescare il materiale sottostante che lentamente si autoalimenta fino a sviluppare l’incendio, anche in ore notturne.

Un arco elettrico in tensione continua, a voltaggio normalmente in uso negli impianti fotovoltaici, può restare acceso per moltissimo tempo, dell’ordine addirittura dei minuti: esso è, pertanto, in grado di forare una lamiera zincata come quella normalmente utilizzata per l’appoggio dei pannelli su un tetto e può comportare l’ innesco dei materiali sottostanti.

SCATOLE DI GIUNZIONE: Uno dei punti a maggior criticità dove è riscontrabile un eventuale arco elettrico è la scatola di giunzione. Anche rimuovendo uno o più pannelli scelti sia tra quelli coinvolti dalle fiamme che tra quelli rimasti intatti si ricercano, all’interno della scatola di giunzione, le tracce di arco elettrico.

Se la scatola di giunzione risulta già danneggiata appaiono evidenti i segni del fuoco anche sul materiale di supporto.

DIFETTI NELLE SALDATURE TRA CELLE: E’ possibile che si sviluppi un arco elettrico anche all’interno del pannello per difettosità delle saldature tra cella e cella oppure per ossidazione creatasi a seguito di perdita di ermeticità del pannello.

Riscontrare la presenza di questi segni sia sui pannelli incendiati che sui pannelli costituenti l’impianto, significa aver individuato una difettosità interna del pannello stesso tale da generare durante l’irraggiamento solare, un arco elettrico in serie tra le celle e capace, altresì, di perforare la parte sottostante (ammaccando il vetro nella parte anteriore), ed intaccando ed innescando il materiale di supporto.

CONNESSIONI LENTE DEL TELAIO: Le connessione lente del telaio e la particolare collocazione dei pannelli situati al termine della falda possono creare infiltrazioni di acqua che nel tempo possono generare, durante il funzionamento, significative correnti di cortocircuito in grado di innescare i pannelli.

Un secondo rischio di incendio dei pannelli FTV è dovuto al fenomeno cosiddetto di “hot spot”, ovvero al riscaldamento localizzato.
Nei moduli, è impossibile che tutte le celle fotovoltaiche siano perfettamente identiche, a causa di inevitabili lievi differenze in fase di fabbricazione. Inoltre puòanche accadere che una parte del campo FTV sia in ombra, o anche semplicemente più sporca(presenza di foglie, polvere): perciò, due stringhe di moduli collegate in parallelo non avranno maiperfettamente la stessa tensione. Di conseguenza, si potrebbe verificare una corrente interna inversache potrebbe provocare danni o surriscaldamenti localizzati: l’hot spot.

Un esempio di incendio su un sistema fotovoltaico causato da HOT SPOT.

Per evitare ciò nei circuiti elettrici si inseriscono appositi diodi: la mancanza dei diodi, ovvero il posizionamento di diodi in numero o di caratteristiche insufficienti, ovvero il loro posizionamento scorretto ovvero, la scelta di materiale non idoneo, ecc. sono tutti fattori che possono provocare l’hot spot, con conseguente rischio di innesco.

Nel caso, invece, di ombreggiamento di una o più celle, la cella ombreggiata diventa un utilizzatore e consuma energia, dissipando la potenza generata dalle altre celle non ombreggiate.

Si va incontro, così, al cosiddetto fenomeno dell’“hot spot”, ovvero del surriscaldamento con relativo rischio di danneggiamento irreversibile delle celle in ombra.

I costruttori dei moduli fotovoltaici inseriscono i diodi di by-pass nella scatola di collegamento, allo scopo di “cortocircuitare” ogni singolo gruppo di celle in caso di ombreggiamento.

Una tale tecnica di protezione per ogni cella è costosa; in pratica il diodo si connette in parallelo a gruppi di celle in serie (18-24-36) formanti un modulo. 

COME PREVENIRE UN INCENDIO IN UN SISTEMA FOTOVOLTAICO?…

UTILIZZO DI TELECAMERE TERMICHE PER MONITORAGGIO CONTINUO.

Ieri, con lo Staff Tecnico di Fonianet, abbiamo effettuato un sopralluogo presso uno stabilimento in Sardegna in cui il cliente ci pregava di recarci con la massima urgenza…

Una volta sul posto abbiamo appurato la situazione che vi mostriamo in foto.

Una porzione del fotovoltaico è andata a fuoco

Parte del sistema fotovoltaico dei loro capannoni (tutti adiacenti tra loro, per una potenza complessiva di 1 MWatt che rende autonomo energicamente il loro stabilimento), a causa delle alte temperature di questo periodo, ha preso fuoco.

Si poteva evitare?

SI: CON L’UTILIZZO DI TELECAMERE TERMICHE PER IL MONITORAGGIO COSTANTE DEL SISTEMA.

La nostra soluzione consiste in un sistema di telecamere bi-spectrum di #HIKVISION nelle quali l’ottica termica monitorerà costantemente l’intera superficie fotovoltaica sul tetto dei capannoni, lanciando un allarme immediato (via mail e a vari numeri di telefono tramite un combinatore telefonico), non appena si rileverà un surriscaldamento anomalo (che potrebbe provocare un incendio), mentre l’ottica standard permetterà di vedere in tempo reale (anche da remoto) cosa sta succedendo sul tetto.

Un’analisi software della copertura delle aree con telecamere termiche

Un sistema di videosorveglianza evoluto che integra algoritmi di intelligenza artificiale e deep learning a bordo potrà evitare il ripetersi di problematiche come quella che ha provocato un danno di decine di migliaia di euro, sia per la riparazione necessaria al fotovoltaico in sè, che per i costi energetici legati al fermo del sistema fotovoltaico (nel frattempo lo stabilimento funziona usando la corrente elettrica erogata dal gestore).

  • QUESTA È UNA PROBLEMATICA CHE PUÒ VERIFICARSI IN TANTISSIME ALTRE REALTÀ, LEGATA A:

– Impianti fotovoltaici un po’ datati;

– Manutenzione ordinaria non effettuata o fatta in modo approssimativo;

– IMPIANTI RECENTI MA REALIZZATI “DI CORSA” COL BONUS 110% DA DITTE APPROSSIMATIVE (per fortuna non tutte…), INTERESSATE PIÚ A CHIUDERE NEI TEMPI STABILITI I LAVORI CHE AL RISULTATO OTTIMALE E ALLA SICUREZZA DEL CLIENTE E DELL’IMPIANTO…(sai che purtroppo è cosí).

Che dici, sarà il caso di tutelarti prima che succeda anche a te?…

Contattaci subito per un sopralluogo e preventivo:

      Cell.  327 750 9675 (anche whatsapp) oppure scrivici su info@fonianet.it o su https://www.fonianet.it/contatti

Ing.Fabio Contu – CTO Fonianet Telecomunicazioni

Filed Under: FOTOVOLTAICO, VIDEOSORVEGLIANZA, VIDEOSORVEGLIANZA TERMICA Tagged With: fonianet, fotovoltaico, hikvision, impianti fotovoltaici, incendi, prevenzione incendi, sardegna, termocamere

Intervista all’Ing.Fabio Contu su VISTANET.IT: Banda Larga e connessioni lente nell’hinterland della Sardegna.

23 Aprile 2023 by Ing. Fabio Contu

Nei giorni scorsi il nostro Ing.Fabio Contu, Direttore Tecnico di Fonianet telecomunicazioni, ha avuto il piacere di essere intervistato dalla redazione di Vistanet, terza testata giornalistica in Sardegna (testata online). Si parla di Banda Larga. L’argomento -come può confermare chi lo conosce e lo segue- è uno di quelli che gli sta da sempre molto a cuore: la scarsissima qualità delle connessioni internet nei paesi del nuorese (ma non solo), che frena lo sviluppo delle zone interne e di vari altri aspetti.
La sua è una crociata che combatte da anni…BUONA LETTURA.

L’Ingegner Fabio Contu è tra quei professionisti che hanno deciso di restare nella propria terra per cercare di costruire qualcosa di concreto e di valore in Sardegna. È co-fondatore nonché Direttore Tecnico della Fonianet Telecomunicazioni, un’azienda che da oltre 13 anni opera nel settore delle telecomunicazioni e della sicurezza anti-intrusione su tutta l’isola. Di recente ha anche creato una rubrica (che sta riscuotendo parecchio successo e interesse sui social) che si chiama “L’ingegnere risponde” e che parte dal presupposto che la tecnologia non debba
essere una nemica ma un’alleata in grado di aiutarci a vivere meglio.

Così, ha deciso di bandire dai propri contenuti tutti quei tecnicismi in “ingegnerese” (così lo ha definito ironicamente lui stesso), che spesso portano ad allontanare le persone dalla tecnologia facendola apparire quasi un argomento per pochi eletti.

Oggi ci illustrerà la sua posizione nei confronti di un aspetto che purtroppo caratterizza e limita lo sviluppo economico e sociale dell’Isola: la carenza di connettività ad alta velocità nelle zone interne che, assieme ad altre
concause, limita la competitività delle nostre aziende sul mercato nazionale e la fruibilità dei contenuti sul web, più in generale, agli abitanti dell’hinterland.

«Se vivi in un paese del centro Sardegna e vuoi Internet veloce…trasferisciti in città» afferma provocatoriamente Contu in apertura. «Si fa un gran parlare di valorizzare e ripopolare i paesi del centro Sardegna, portare sull’isola turisti dalla penisola o dall’estero che ci vivano stabilmente, case a 1 € et similia. Poi, all’atto pratico, chi si trasferisce in un paesino del centro Sardegna (io sono nato e oggi vivo a Oniferi, un bellissimo paese di 900 abitanti tra le colline del nuorese) si confronta con connessioni internet lentissime, con download che, quando va benissimo, arriva a 15 Mbit/sec. e Upload sotto 1 Mbit/sec (ogni volta che devi inviare dei files di qualche decina di Megabyte tramite WeTransfer devi metterti comodo e aspettare). Il punto è sempre lo stesso: Il cosiddetto digital divide resta. I compaesani che leggeranno questo post (così come in altri piccoli paesi del nuorese, ma anche del sassarese, dell’oristanese ecc.), potranno confermare che le velocità di navigazione su internet sono quelle che ho indicato poco fa. Si danno incentivi di tutti i tipi e lo sviluppo delle zone interne resta ancora al palo. Non è possibile uno sviluppo delle aziende attuali se non si può competere alla pari con quelle di altri territori (provate ad affrontate un finanziamento erogato con click-day con connessioni a queste velocità e vedrete). Inoltre, non si possono attrarre investitori esterni a queste condizioni e lo smart working e la didattica a distanza diventano tragici: provate a fare streaming con connessioni come queste…In bocca al lupo!» spiega l’ingegnere.

E sulla fibra ottica? «Tante promesse dei vari operatori ma nei nostri piccoli centri ancora niente FTTH (fibra ottica fino a casa) e neppure FTTC (fibra ottica fino alla cabina di zona, e da lì si sfruttano i cavi telefonici già esistenti che arrivano nelle case). Qualche operatore ti propone FWA (connettività tramite segnale wireless) o connessioni tramite ponti radio con operatori locali Wireless (WISP, Wireless Internet Service Provider), ma non tutti i centri valgono l’investimento di un ripetitore dedicato in zona (tanto piú se la conformazione geografica richiede dei rilanci radio intermedi): purtroppo la legge della domanda e dell’offerta è implacabile. In alternativa connessioni via satellite (e su quelle non mi esprimo…). La situazione è questa. Amiamo i nostri paesi ma il nostro amore romantico andrebbe supportato dalla concretezza di promesse istituzionali finalmente mantenute» conclude Contu.

PER CHI VOLESSE, ECCO COMUNQUE IL LINK DIRETTO ALL’INTERVISTA SUL SITO VISTANET.IT:
Connessioni lente, parla Fabio Contu | Ogliastra – Vistanet

Filed Under: BANDA LARGA Tagged With: banda larga, fonianet, Ing.Fabio Contu, sardegna, telecomunicazioni

Impianti Antifurto e Impianti di Allarme in Sardegna: chiarimenti e suggerimenti.

5 Settembre 2021 by Ing. Fabio Contu

Schematizzazione degli elementi che costituiscono un impianto di allarme

In questo articolo parleremo di impianti antifurto e impianti di allarme in Sardegna, con tanti chiarimenti e suggerimenti.

1. QUALI SONO LE COMPONENTI DI UN IMPIANTO DI ALLARME?

Nell’immagine sopra allegata, si riassume brevemente quali sono le componenti di un impianto di allarme, limitandoci, in questo caso a quelle che si installano sul corpo dell’edificio. Più avanti nell’articolo si farà un cenno anche su quelle che sono le cosiddette “protezioni perimetrali” che costituiscono una sorta di “preallarme” nel sistema.

CENTRALE DI ALLARME.
Questa è il vero cuore del sistema, l’intelligenza che analizza tutti i dati provenienti dai sensori e decide se e quando dare l’allarme in funzione di quanto emerso dall’analisi dei dati inviati dai sensori e/o dalle telecamere. L’allarme viene lanciato in vari modi, tutti contemporanei che sono:

– Allarme sonoro e visivo: dato dalla sirena esterna lampeggiante, con valori sonori spesso superiori anche ai 100 Decibel. Spesso la centrale di allarme è dotata anche di una sirena interna (integrata) che avvisa in modo immediato anche chi è all’interno dell’abitazione;

– Allarme telefonico: all’interno (oppure con una unità esterna a parte che si interfaccia alla centrale di allarme) si trova il cosiddetto “combinatore telefonico”. Esso può essere di tipo PSTN (cioè si interfaccia a una linea telefonica fissa dell’utente) oppure GSM/UMTS/4G ecc. cioè all’interno del combinatore è presente una SIM/USIM che gestisce l’allarme. In caso di allarme, il combinatore farà partire degli SMS a dei numeri mobili preimpostati (tutti assieme o in una determinata sequenza) oppure una chiamata vocale con messaggio pre-registrato;

– Notifica tramite e-mail: in alternativa -o in contemporanea- è possibile inviare una e-mail a un indirizzo pre-configurato nel sistema con la tipologia di evento di allarme, la zona esatta in cui è avvenuto il tentativo di intrusione o ancora -qualora delle telecamere siano state collegate al sistema- delle immagini o dei minivideo dell’evento registrato.
Nei sistemi COMBIVOX da noi installati (di cui Fonianet Telecomunicazioni è l’unica azienda installatrice in Sardegna) il minivideo di 30 secondi parte da 8 secondi prima dell’evento in modo da permettere di visualizzarlo completamente.

SIRENE.
Come accennato al punto precedente, le sirene (esterna e, eventualmente, anche interna) lanciano un allarme sonoro (quella esterna lampeggia con una luce solitamente arancione) di potenza sonora superiore anche ai 100 Decibel allertando tutti nell’area circostante e, nella maggior parte dei casi, mettendo in fuga i ladri.

COMBINATORE TELEFONICO.
Anche questa componente è stata descritta nel punto precedente e rappresenta un allarme “esterno” che allerta i proprietari o un centro di controllo (vigilanza, forze dell’ordine ecc.) sul tentativo di intrusione.

SENSORI VOLUMETRICI:
Non entreremo in questo articolo nelle specifiche tecniche e nell’elencazione delle varie tipologie di sensori (doppia tecnologia, tripla tecnologia ecc. dal momento che tale argomento è stato oggetto di un altro articolo). Spiegheremo qual è la loro funzione e la suddivisione in 2 macrofamiglie.

– Sensori volumetrici filari:
Vengono posizionati all’interno delle stanze dell’edificio e rilevano un movimento all’interno della stanza o del corridoio lanciando immediatamente un segnale alla centrale che fa partire l’allarme. I sensori filari prendono il nome dal fatto che sono collegati via cavo (bus) alla centrale e comunicano con essa via cavo.

– Sensori volumetrici Wireless:
Vengono posizionati anch’essi all’interno delle stanze dell’edificio e rilevano un movimento all’interno della stanza o del corridoio lanciando immediatamente un segnale alla centrale che fa partire l’allarme. I sensori wireless prendono il nome dal fatto che sono collegati in modalità wireless alla centrale quindi avranno un trasmettitore integrato (che comunica a differenti frequenze con la centrale) mentre la centrale sarà dotata di un ricevitore wireless per captare e interpretare i segnali dei sensori e lanciare l’allarme.

Immagine di un sensore volumetrico

CONTATTI MAGNETICI e “ANTI-SHOCK”:
Così come i sensori volumetrici, anche i contatti magnetici possono essere di tipo “filare” e di tipo “wireless”. Essi vengono posizionati su porte e finestre e lanciano l’allarme nel caso in cui la finestra o la porta venga forzata per essere aperta.
Nel caso in cui anziché cercare di forzare una finestra i ladri cerchino di rompere un vetro per cercare di introdursi attraverso una delle ante, si utilizzano i cosiddetti sensori “anti-shock”, che vengono posizionati sui vetri internamente (oppure sulle grandi vetrate di una attività commerciale che si affaccia direttamente sulla strada, ad esempio) e già dal primo colpo al vetro lanciano l’allarme.

2. ESISTONO SISTEMI PER LANCIARE L’ALLARME PRIMA CHE I LADRI ARRIVINO ALLA CASA, MAGARI GIA’ DAL GIARDINO?

BARRIERE PERIMETRALI (A MICROONDE, A INFRAROSSI, O IBRIDE).

In questo caso, si predispongono esternamente, idoneamente collocate e configurate, delle barriere che sfruttano la tecnologia a infrarossi, a microonde o un mix delle 2 tecnologie (che rende il sistema più robusto ai falsi allarmi).

Tali barriere costituiscono una sorta di “fascio invisibile” che avvolge l’edificio o il muro perimetrale o il giardino (dipende sempre dalla tipologia di spazi) e lancia un allarme già nel momento in cui l’intrusione è avvenuta all’interno della proprietà, senza che i ladri siano ancora riusciti ad avvicinarsi all’edificio.

Questo sistema rappresenta una sorta di pre-allarme che riteniamo debba essere sempre extra rispetto ai sensori utilizzati sull’edificio e descritti ai punti precedenti che dovranno comunque essere sempre installati.

Qualora invece si utilizzino delle semplici barriere a infrarossi, esse verranno installate tendenzialmente sulle pareti esterne dell’edificio a proteggere porte e finestre dall’accesso esterno.

NOTA: nella scelta e configurazione dei sistemi perimetrali occorre grande attenzione per evitare i falsi allarmi. Pertanto occorre scegliere prodotti performanti e testati e installarli nel modo più corretto (altrimenti potrebbero generarsi falsi allarmi legati al passaggio di animali o movimento di rami ecc.).
Molti sistemi presentano già di fabbrica degli accorgimenti come la “PET-IMMUNITY” che evita la generazione di allarmi nel caso di passaggio di cani di piccola taglia, gatti ecc.

Schematizzazione di un sistema perimetrale a infrarossi, microonde o ibrido

Infine, come accennato in precedenza, è possibile integrare e interfacciare al sistema di allarme anche altri sistemi non appartenenti propriamente ai sistemi di allarme.

TELECAMERE:

è possibile interfacciare, per rendere il sistema più performante, anche un sistema di videosorveglianza alla centrale di allarme, configurando con attenzione la rilevazione del movimento nella scena (“motion detection”) sulle telecamere per non generare falsi allarmi;

Immagine di una telecamera IP Hikvision (Fonianet è Partner GOLD Hikvision)

ANTIFURTI NEBBIOGENI:
Un altro sistema -che viene installato internamente e viene attivato dall’allarme- è l’ ANTIFURTO NEBBIOGENO. Già dal primo tentativo di intrusione (dal giardino) o effrazione (porte, finestre, garage) il nebbiogeno genererà una folta coltre di “nebbia” costituita da vapore acqueo e “glicole” (un addensante usato in ambito alimentare che è assolutamente non tossico e non danneggia minimamente oggetti, mobili, divani, abbigliamento ecc.).

Se malauguratamente i ladri dovessero comunque riuscire ad introdursi nel vostro edificio (oppure negozio, gioielleria, tabacchino, compro oro ecc.), troveranno al suo interno una nebbia fittissima che impedirà la visuale oltre i 50 cm. Sarà impossibile per i ladri vedere alcunché all’interno.

La nostra azienda Fonianet telecomunicazioni è installatrice e partner certificato IMQ (in conformità alla norma CEI EN 50131/8) dei sistemi nebbiogeni Aura Sicurezza

Un immagine che mostra un nebbiogeno AURA in azione.

Speriamo di essere stati chiari ed esaustivi in questa nostra panoramica e, ribadiamo ancora una volta ciò che non ci stancheremo mai di dire: affidatevi sempre ad aziende installatrici specializzate per garantire la sicurezza vostra, dei vostri cari e delle vostre attività.

Risparmiare sulla sicurezza è come scegliere il medico più economico e non quello più bravo: si risparmia ma non si guarisce…

Per sopralluoghi e preventivi in tutta la Sardegna potete contattarci al numero 327-7509675, inviandoci una mail su info@fonianet.it, oppure sul form del nostro sito web https://www.fonianet.it/contatti.

Buona sicurezza a tutti.

Ing. Fabio Contu – Direttore Tecnico Fonianet Telecomunicazioni

Filed Under: Sicurezza Anti Intrusione Tagged With: alghero, cagliari, costa smeralda, impianto anti furto, impianto anti intrusione, impianto di allarme, nuoro, olbia, oristano, sardegna, sassari

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